Foto John Reed

Alla voce John Reed, Portland (Oregon) 22-10-1887 - Mosca 17-10-1920, l'Enciclopedia Europea della Garzanti dedica circa 1300 parole, concludendo in questo modo :

"La grande popolarita' della sua opera e l'intransigenza della sua milizia rivoluzionaria fecero di Reed il modello per un'intera generazione di intellettuali di sinistra statunitensi".

E il modello continua a valere, a quanto pare, se Warren Beatty ha impegnato un capitale di circa quaranta milioni di dollari per realizzare il suo capolavoro, Reds, "vita, morte e miracoli" dello scrittore americano. Incarnazione del reporter del grande evento ("nel posto giusto al momento giusto"), Reed fu in Messico nel '14 con Villa e Zapata (Messico insorto), segui' le vicende belliche in Europa durante il primo conflitto mondiale (La guerra in Europa orientale, 1916) e, avvenimento fondamentale, prese parte in prima persona alla Rivoluzione d'ottobre (I dieci giorni che sconvolsero il mondo, 1919).

Dotato di un grande spessore umano, John Reed visse la sua vita giornalistica e culturale con la medesima passione dei propri affetti personali. E il suo legame con Louise Bryant si infervorava non solo nelle dotte disquisizioni col loro giro d'amicizie (da Emma Goldman ad Eugene O'Neil), ma pure nella quotidianita' di un "matrimonio" ora infantilmente romantico, ora brusco ed aggressivo, per le continue interferenze nel privato della professionalita' di entrambi (il giornalismo infecondo di lei, quello acclamato ed estraniante di John).......

Conosciutisi in un'"intervista notturna con caffe'", John e Lousie diventarono una coppia focale nel Greenwich Village dei primi del Novecento, delineato ormai come "centro americano del dissenso". John fu cronista partecipe delle lotte sindacali nel New Jersey, a causa delle quali litigo' col direttore del New Yorker per alcuni tagli di mediazione politica.

Torniamo a John. Si avvicino' alle lotta dei lavoratori con lo sciopero dei setifici a Paterson (New Jersey) nel 1913. I leader dei sindacati IWW che dirigevano lo sciopero tentarono di coinvolgervi gli intellettuali radicali di New York. Reed fu arrestato (insieme ad oltre 2.300 operai) assistendo allo sciopero e trascorse 4 giorni in carcere (in quei giorni vennero arrestati piu di 2300 operai).

Nel 1914 era in Messico, corrispondente del Metropolitan, e segui' per 4 mesi l'esercito di Pancho Villa. E' il libro "Messico insorge" (Insurgent Mexico, 1914) a lasciarci una testimonianza appassionata della rivoluzione messicana.

Tornato dal Messico si reco' in Colorado per seguire gli scioperi nelle miniere, scioperi che causarono violentissimi conflitti con le forze dell'ordine e le polizie private.

John Reed giunse in Colorado subito dopo il massacro di Ludlow (20 aprile 1914), in cui la polizia privata dei proprietari delle miniere (la Rockefeller's Colorado Fuel and Iron Company) sparo' sugli scioperanti con mitragliatrici ed incendio' le loro tende, dove si trovavano anche moltissime donne e bambini. Su questa strage Reed scrisse "La guerra del Colorado", famoso reportage per il giornale Metropolitan.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, parti' per l'Europa come corrispondente dei giornali Metropolitan Magazine e Le Masse, dove scrisse resoconti di guerra dai diversi fronti (Bulgaria, Romania, Serbia e Russia). Alcuni di questi articoli verrono considerati dagli editori statunitensi "disfattisti", e per questo censurati.

Nel settembre del 1914 cosi' concludeva l'articolo, pubblicato su Le Masse (The Masses), The traders' war :

"Noi Socialisti dobbiamo sperare - possiamo perfino attenderci - che da questo orrore di spargimento di sangue e terribile distruzione scaturiranno cambiamenti sociali di grande portata, ed un enorme passo in avanti verso un traguardo di pace fra gli uomini. Ma non dobbiamo farci ingannare da questa chiacchiera editoriale sul Liberalismo che avanza nella Guerra Santa contro la Tirannia. Questa non e' la nostra guerra."

Altra foto John Reed

Comincio' ad avvertire i primi problemi di salute e dovette rientrare negli U.S.A., ma nel 1915 torno' ancora in Russia, arrivando questa volta fino a Mosca. Di questi altri sei mesi in Europa e' testimonianza il libro pubblicato nel 1916 "La guerra nell'Europa Orientale".

Quella con Louise fu una vita altalenante e appassionata ("tu ami te stesso, con me fotti", soleva rimproverargli Louise), con un amore moderno ed avanguardista (coppia aperta e superiore alla gelosia, ma solo teoricamente) ed al contempo languido, tenero come nel piu' classico dei grandi romanzi ottocenteschi. Arrivarono a lasciarsi (lei era in Francia per una fallimentare serie di servizi da Parigi) ma si ritrovarono alla fine sul treno per Pietrogrado ed ogni esperienza passata, d'amore e di lavoro, si rivelava solo il preludio per la grande avventura bolscevica: magicamente legati nel cuore e nello spirito, i coniugi Reed si entusiasmavano al canto dell'Intenazionale, videro la ristrutturazione rivoluzionaria di V.I. Lenin invadere le sale del Palazzo d'inverno, mentre assistevano partecipi e prendevano appunti.

Rientrati in America, John Reed pubblico' il celeberrimo reportage I DIECI GIORNI CHE SCONVOLSERO IL MONDO, poi si getto' a capofitto nella politica e, nonostante i consigli di Louise ("sei un artista, non andare, non fuggire da quello che fai meglio"), torno' in Russia per cercare di ricevere dal Comintern il riconoscimento del Partito Comunista Operaio d'America.

Venne accolto a braccia aperte, senza pero' venire compreso nelle sue richieste ne' aiutato poi a far ritorno in patria ai propri legami personali ("tu hai gia un posto sul treno della rivoluzione" taglio' corto Zinoviev). Fu arrestato dalla polizia finlandese mentre cercava di varcare i confini e rimase a a lungo nelle loro carceri; libero, ma bloccato ormai in Russia, ando' a fare comizi nelle regioni del Mar Caspio. Quando torno' di nuovo a Mosca, Louise, dopo un'incredibile serie di peripezie, era li' ad aspettarlo.

Fu un abbraccio purtroppo solo intenso e momentaneo: colpito dal tifo, John passo' gli ultimi giorni in ospedale.

Era il 17 ottobre 1920 quando mori', a soli 33 anni, e venne sepolto, unico americano della storia, ai piedi delle mura del Cremlino.

Grazie a : E.L. Espressione Giovani (luglio-agosto 1982) e Wikipedia

Sito della Rivoluzione (John Reed)
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Sito della Rivoluzione d'Ottobre
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